SEENA

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2010

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venerdì 21 giugno 2019

martedì 17 ottobre 2017

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mercoledì 28 dicembre 2016

TANTI AUGURI DI BUONE FESTE A CHI LEGGE.....
 
 
 
 

lunedì 20 febbraio 2012

Non so chi segue questo blog, mi piacerebbe conoscervi, conoscere la vostra storia....La nostra è iniziata nel 2004 quando un minuscolo faccino è entrato nei nostri cuori. Il 31 marzo saranno 5 anni che Seena è con noi in Italia ed è stata ed è, una bella avventura!! Il percorso dell'adozione è lungo, difficile, impegnativo ed anche sofferto, ma ogni dolore che avrete sofferto, svanirà con il tempo, con l'amore che riceverete, che abbonderà nella vostra casa. Non scoraggiatevi, lottate per la vostra e la SUA felicità...tutto avrà un senso!!!!

aggiornamenti 2012

mercoledì 9 novembre 2011

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IL CARNEVALE !!












martedì 28 dicembre 2010

vecchie pubblicazioni

Storia Pubblicata sul sito nel mese di novembre 2006:
http://www.ilsensodellavita.tv/

Consultabile anocra nella sezione archivio dello stesso sito

Stefania, 35 anni, Lucca


La nostra storia inizia 13 anni fa, dopo il nostro matrimonio. Il tempo passa e il desiderio di un figlio è naturale, quasi scontato. Il tempo passa ma non succede nulla. Il tempo passa e le domande della gente si fanno più frequenti. Il tempo passa e iniziano le analisi e le cure non hanno nessun effetto. Il tempo passa e il desiderio si trasforma, prende una sembianza diversa, non ha viso e diventa disponibilità ad accogliere, pensiamo di poter amare in grande. Ci prepariamo all’adozione mentre gli anni scorrono come sabbia tra le dita. Nel 2002 otteniamo l’idoneità ad adottare uno o due bimbi; nel 2003 ci affidiamo ad un Ente per essere aiutati nell’adozione internazionale; nel 2004 ci fanno vedere un piccolo viso in un minuscola foto. Siamo nel 2006 e noi non abbiamo ancora potuto toccare quel viso… Nonostante noi avessimo aperto le nostre braccia ad amori lontani non possiamo ancora abbracciare quella creatura. I motivi? Chiedeteli all’Ente, alla Commissione Adozioni Internazionali, ai Paesi stranieri, alla burocrazia, alla legge. Noi, come miliardi di famiglie in attesa, non vogliamo altro che dare una famiglia a bimbi che non ce l’hanno. Per me, per noi, questo è il senso della vita…ma intanto il tempo passa…”



Altra pubblicazione sul sito: http://adozioni.interfree.it/
Abbiamo ricevuto un messaggio che è insieme un lamento e uno sfogo. Lo pubblichiamo volentieri perché rappresenta lo stato d’animo di molti aspiranti genitori adottivi che per vari motivi non riescono a coronare il loro desiderio di un figlio. Spesso arrivano a un passo dalla meta e poi il figlio tanto desiderato rimane a lungo un miraggio.

Sono Lilli una futura mamma adottiva di una bimba indiana.

Mi sono chiesta più volte qual è il bene dei bimbi tanto decantato dagli enti e perché I genitori vengono sempre considerati egoisti perché desiderano un bambino.

Mi sono chiesta più volte perché i genitori si affidano agli enti riconosciuti come autorizzati dalla CAI a svolgere il loro intervento nei paesi stranieri, poi quando ci sono alcuni problemi, dicono che la responsabilità è unicamente degli istituti con cui loro hanno iniziato a collaborare.

Mi sono chiesta perché affermano che concluderai positivamente la tua adozione in un determinato periodo di tempo, poi l’attesa non finisce più, come per noi che siamo in attesa da due anni e mezzo di poter partire per andare a prendere la bimba.

Mi sono chiesta perché se in ogni paese l’ente ha un referente che sulla carta deve collaborare con l’ente stesso, poi come nel mio caso, ci dicono che non può entrare nell’istituto, non può informarsi, ecc..

Mi chiedo come può fare una coppia che si trova in difficoltà,in reale difficoltà. A chi si deve rivolgere, a quale persona, ente, dirigente, organizzazione, associazione.

Chi aiuta le coppie che hanno dei problemi con la loro "pratica" adottiva?

Perché le coppie come soluzione dovrebbero cambiare ente.

Non dovrebbe essere l’ente a dover organizzarsi per aiutare questa coppia?

Non è il bene del bambino, l’interesse ultimo del lavoro degli enti?

Qual è il bene?

Lasciare che il bimbo viva più a lungo possibile negli Istituti o dare la possibilità ad un bimbo di uscire da una condizione di istituzionalizzazione ed offrirgli la possibilità di avere una famiglia?

Perché io genitore sono costretto dalla Legge a farmi "rovesciare come un calzino" da assistenti sociali, psicologi, giudici, medici e l’ente non ha nessuna responsabilità quando le cose vanno male?

Perché io genitore sono costretto a preparare tanti documenti, a firmare fogli su fogli, impegni, deleghe, decisioni di abbinamento e poi nessuno è responsabile quando "la cosa" non va per il verso giusto?

Perché nessuno è responsabile del dolore causato a chi non vuol altro che offrire una casa e amore ad un bambino?

Lilli



sabato 27 novembre 2010

POESIE ADOZIONE


Una madre

è come una sorgente di montagna

che nutre l’albero alle sue radici,

ma una donna che diventa madre del bimbo partorito da un’altra donna

è

come l’acqua che evapora fino a diventare nuvola e viaggia

per lunghe distanze per nutrire un albero solo nel deserto.

(dal Talmud

E i figli sono le risposte che la vita dona a ognuno di noi.

Sono loro l’essenza del vostro sorriso.

Sono sangue e carne della vostra carne

ma non il vostro sangue e la vostra carne.

Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.

Attraverso di voi giungono, ma non da voi.

E benché vivano con voi, non vi appartengono.

Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

La vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.

Kahlil Gibran, Il profeta






NOI

Possiamo nascere per errore ,
possiamo nascere senza amore,
possiamo essere abbandonati per paura,
possiamo essere lasciati anche per amore,
ma sicuramente diventiamo "figli" solo
quando una nuova mamma e un nuovo papà
ci stringono al loro cuore.

La nostra vita è cominciata per caso,
la nostra vita si trascina, vive
come un fiore che attecchisce anche nel deserto
o su una roccia
senza che nessuno se ne curi,
senza che nessuno si accorga di lui.

La nostra vita sboccia solo quando
la mano della nostra mamma ci asciuga
la lacrima che solca la guancia
che nessuno ha mai accarezzato ,
quando il papà ci racconta una favola
che le nostre orecchie non hanno mai
ascoltato.

Il deserto arido si trasforma in un
giardino pieno di fiori,
la nostra gioia esplode quando possiamo gridare
la parola "Mamma",
quando lei ,anche solo con un sorriso od uno sguardo,
ci dice " io ci sarò sempre "

Nel nostro cuore però ci sarà sempre un piccolo angolo
per chi ci ha dato la vita ,
per chi, forse anche per amore ha rinunciato a noi,
per chi, forse, ancora oggi , ha nel suo cuore
un piccolo angolo per noi.

Ottobre 2004

Rosy




Ho incontrato l’India in una tiepida notte di dicembre

L’ho incontrata negli occhi spenti di due piccoli mendicanti

Nei senzatetto che cercavano un angolo di marciapiede dove stendersi per riposare

Nell’odore acre dello smog di Bombay

Ho incontrato l’India in un’alba rosea

Nel canto del Muezzin che accompagnava il sorgere del sole

Nel cinguettio melodioso degli uccelli tropicali

Nei taxisti che lustravano le loro Ambassador prima dell’inizio di una giornata di lavoro

Ho incontrato l’India in una mattina soleggiata

Nel mercato multicolore di spezie e tessuti

Nelle donne silenziose e leste avvolte nei loro sari

Nel suonare incessante dei clacson di un traffico caotico

Ho incontrato l’India nel mezzogiorno assolato

Nei ragazzi in divisa che uscivano da scuola

Nei pullman affollati con i passeggeri sul tetto

Nel profumo delle spezie che accompagnavano il magro pasto di riso

Ho incontrato l’India in un pomeriggio quieto

Negli occhi azzurri di una tigre bianca del parco nazionale

Nell’inquieto vagare dei cani randagi

Nelle mucche che passeggiavano indisturbate per le strade

Ho incontrato l’India nel rapido tramonto tropicale

Nella frenesia serale dei centri commerciali

Negli uomini d’affari in cravatta e valigetta

Nelle donne vestite all’occidentale

Ho incontrato l’India nelle sue contraddizioni

Nei grattacieli delle multinazionali dell’informatica che sorgono accanto alle baraccopoli

Nelle ville e nei palazzi dei ricchi che si proteggono dalla miseria con le guardie armate

Ho incontrato l’India nella sua miseria più profonda

Nello sguardo di un lebbroso che mi si è avvicinato per implorare qualche rupia

E in quello disperato di una madre che rovistava nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare

Ho incontrato l’India nei suoi sfruttamenti più terribili

Nei bambini che spaccavano pietre ed asfaltavano strade

E in quelli che si prostituivano ai margini della baraccopoli a Bombay

Ho incontrato l’India nei suoi colori sgargianti

Nel fucsia delle buganvillee

Nel rosso dei mango

Nell’ocra delle terra

Ho incontrato l’India, la terra che ha visto nascere mia figlia

E che in un tiepido giorno di dicembre l’ha salutata per sempre.

Ho incontrato l’India ed ora, insieme a mia figlia, è parte di me.




Di Paola Verzura


Signore ti ringrazio,

perché oggi nascerà mio figlio
lontano da me ma già in me
e io per lui .

Insegnagli la strada di casa illuminandola
di sole,
perché sia più breve il suo cammino,
più dolce l’attesa .

Fa che non abbia paura la notte,
ne’ freddo
o fame,
che sia morbido il suo cuscino
e tènere le mani che la toccheranno
parlandole delle mie carezze.

Digli che l’amo
anche se non conosco ancora il suo nome,
i suoi occhi
o il suono della sua voce.

Signore ti prego,
fa che un giorno mio figlio possa perdonare
per il buio, il vuoto
e l’attesa del mio abbraccio caldo
dove poter riposare.

Giorni Passati

Giorni passati a pensare,
giorni passati a sperare
giorni passati a soffrire
giorni passati

Ma, adesso sei qui:
a dare luce ai nostri occhi,
a dar gioia ai nostri cuori
a dare un senso alla nostra vita.

Forse un giorno ti chiederai perché:
perché proprio io,
perché proprio voi,
perché proprio noi…

Una sola risposta ti sapremo dare:
il bisogno di amore ci ha fatto incontrare.







C’erano due donne
che non si erano mai conosciute
una non la ricordi
l’altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita
la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno d’amore
la seconda era lì per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità
l’altra il nome.
Una il seme della crescita
l’altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni
l’altra ha calmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso
l’altra ha asciugato le tue lacrime.
Una ti ha lasciato,
era tutto quello che poteva fare.
L’altra pregava per un bambino
e il Signore l’ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda:
eredità o ambiente,
da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due.
Solo da due diversi amori.

(Madre Teresa di Calcutta)

domenica 24 ottobre 2010

lunedì 27 settembre 2010

ULTIMI GIORNI DI MARE...